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L'insediamento del mese di settembre è una versione sintetica del rilevamento apparso nella pubblicazione ISOS Repubblica e Cantone Ticino, vol. 3.1 Locarnese, in vendita da agosto 2010.
Sviluppo dell'insediamento
Le due isole S. Pancrazio e S. Apollinare, site di fronte alla riva di Brissago, da cui dipendono come comune, sono le cime di una montagna subacquea formatasi in epoca glaciale per l'erosione dei ghiacciai della Maggia ad ovest e del Ticino ad est. La maggiore, quella di S. Pancrazio, conosciuta anche come "Isola Grande", è lunga meno di 300 metri e ha una larghezza massima inferiore ai 100 metri.
Non si sa con esattezza se le due isole abbiano conosciuto un qualche popolamento in epoca preromana. Pare certa, in ogni caso, la loro frequentazione in epoca romana; la cosa sarebbe confermata, per esempio, da un reperto tombale dell'epoca, esposto al museo di Locarno. Le due isole sarebbero state anche rifugio per i perseguitati cristiani dei primi secoli. Per buona parte del Medioevo le isole appartennero a due diverse circoscrizioni religiose: S. Pancrazio dipendente direttamente da Ascona apparteneva alla Pieve di Locarno, sotto il controllo comasco, quindi di rito romano, mentre S. Apollinare apparteneva a Brissago, dipendente da Milano, quindi di rito ambrosiano.
Le rovine esistenti in S. Apollinare appartengono a una chiesa edificata probabilmente nel XII secolo. Si sa che nel secolo XVII l'edificio era ricovero per pescatori e barcaioli e solo occasionalmente utilizzata per le funzioni religiose.
Nell'isola maggiore esisteva una chiesa dedicata a S. Pancrazio, demolita allorché si costruì l'attuale villa. A tale chiesa, citata in un documento del 1214, era annesso un convento delle Umiliate, incamerato dall'Ospedale di Locarno allorché nel 1571 l'ordine fu soppresso ad opera del Papa Pio V. Della chiesa esistono degli schizzi seicenteschi che la figurano in forma di minuscola basilica, non lunga più di 10 metri, a sua volta ingrandimento di un preesistente sacello.
Durante il secolo XVIII l'Isola di S. Pancrazio divenne luogo di vacanze di qualche famiglia brissaghese e Don Antonio Borani vi costruì una propria residenza. Nel 1855 i discendenti del Borani vendettero la proprietà, caduta nell'abbandono e divenuta luogo di caccia e di rifugio per i pescatori, alla baronessa russa Antoinette de Saint-Léger. Questa, figlia naturale dello zar Alessandro I, vi rinnovò completamente la dimora esistente che diventò un cenacolo culturale frequentato da letterati e artisti in genere. Fu proprio la nobildonna che cominciò l'impianto del parco botanico.
Nel 1927 le isole furono acquistate dall'armatore tedesco Emden che distrusse gli edifici esistenti, compresa la cappella, e vi costruì la sua sontuosa dimora che domina l'isola maggiore e che ospita, ai piani superiori, i laboratori in dipendenza dal parco botanico. In seguito, nel settembre del 1949, le isole furono acquisite dal Cantone e dai comuni rivieraschi di Ascona, Brissago e Ronco. L'apertura ufficiale al pubblico avvenne la Domenica delle Palme del 1950.
La Carta Siegfried del 1895 designa le due isole come «Isola Grande» e «Isolino». In quest'ultimo, a fronte degli attuali due edifici presenti, la Carta ne individua anche un terzo. Più numerosi edifici di oggi presenta anche l'isola maggiore, compresa la cappella. Nella stessa isola sembrano già presenti delle emergenze là dove sorgono oggi il bagno romano e la terrazza nella punta meridionale
Oggi l'Isola di S. Pancrazio è il più importante parco botanico del genere in Svizzera. Nei suoi due ettari e mezzo, grazie al clima mite, accoglie oltre 1500 tipi vegetali mediterranei e tropicali. Sull'isola minore, l'ex dimora del custode è stata ristrutturata dalle Scuole Speciali del Sopraceneri e accoglie studenti in gite scolastiche o soggiorni per attività di studio.
L'insediamento attuale
Le due isole, poste a circa un chilometro dalla riva compresa tra Ronco e Brissago, sono raggiungibili per mezzo di battelli da numerose località della riva del Lago Maggiore.
L'emergenza principale dell'Isola di S. Pancrazio, la Villa Emden, di fattura signorile, è caratterizzata da un porticato ad archi retti da colonne di marmo e la cui copertura costituisce una terrazza panoramica. Per la costruzione del palazzo sono stati usati materiali nobili, quali il marmo e il cotto fiorentino. La struttura è arricchita da elementi in ferro battuto. L'oggetto architettonico, prezioso in sé, trova una particolare valorizzazione per il contesto in cui sorge, un ampio parco botanico circondato dall'acqua, con una sontuosa alberatura e una vegetazione esotica in grado di presentare centinaia di specie normalmente inesistenti a tali latitudini, una sorta di enclave climatica subtropicale. Il parco è segnato e disciplinato da viali, sentieri, un tratto coperto da pergolato, il porticciolo, che permette l'attracco delle imbarcazioni direttamente alla villa; il bagno romano; la serra vetrata; uno spazio anch'esso a terrazza sul lago, arredato con un pozzo al centro, sulla punta sud dell'isolotto. Il tutto, contenuto dalla riva in gran parte costruita, retta da murate e con parapetto. Questo aspetto di costruito e disciplinato convive con le parti allo stato più naturale con la vegetazione spontanea e le piccole spiagge.
L'isolotto di S. Apollinare (> 0.1) in cui la vegetazione viene lasciata alla crescita spontanea è caratterizzato dalla presenza della chiesetta omonima della quale rimangono solo i muri perimetrali, e dall'edificio oggi ostello collegato mediante un percorso con l'altra estremità dell'isola.
Raccomandazioni
Valutazione
*** Qualità situazionali
**/ Qualità spaziali
** Qualità storico architettoniche
Le due isolette, rilevate come Caso particolare hanno ottime qualità situazionali per la loro realtà di isole di grande valore paesaggistico davanti al tratto di riva compreso tra Ronco e Brissago.
Le qualità spaziali sono ottime, soprattutto per quanto riguarda la maggiore delle due isole, nella quale alla forte e dominante presenza della Villa Emden fanno riscontro altri manufatti a minore emergenza dal terreno, che stabiliscono come dei punti di arredo del parco, uniti da una fitta rete di sentieri e, perimetralmente, dalla riva costruita.
Le qualità storico architettoniche sono buone : si apprezzano nelle singole emergenze, a parte della Villa Emden in particolare nella testimonianza di una chiesa medievale nell'isola minore, ma soprattutto nell'inserirsi di queste in un grandioso impianto a parco.
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