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In seno all’Ufficio federale della cultura, il 2006 è stato caratterizzato dalla volontà di «risanare per meglio ricostruire». Iniziati nel 2005, gli interventi intrapresi per riportare il budget del personale al suo livello autorizzato sono proseguiti. È stato necessario prendere misure che hanno interessato l’intero organico dell’Ufficio. È quindi stato un anno difficile per tutti, costellato da costrizioni e da compiti a volte ingrati. Questi lavori si sono resi necessari per assicurare le condizioni ottimali che devono essere il prologo di una politica culturale convincente.
Sul piano strutturale la direzione si è impegnata a ridefinire e a consolidare i due compiti principali dell’Ufficio: la salvaguardia del patrimonio culturale e la promozione della creatività e della diversità culturale del Paese.
Nel primo ambito la definizione di una politica a lungo termine per i musei e le collezioni della Confederazione ha costituito la nostra principale preoccupazione. Questo compito ci ha obbligati a prendere decisioni delicate riguardo alla scelta delle persone e delle strutture che dovrebbero permetterci di raggiungere i nostri obiettivi. Sono particolarmente soddisfatto di poter affermare che la nomina di Andreas Spillmann alla testa del Museo nazionale ha permesso di avere una collaborazione aperta e costruttiva tra la direzione dell’Ufficio federale della cultura a Berna e la sede del Museo nazionale a Zurigo nonché un miglioramento notevole dello stato d’animo e della motivazione di tutto l’organico. Abbiamo iniziato il nuovo anno con delle basi che ci permetteranno, come auspicato dal Parlamento, di presentare una nuova legge sui musei e le collezioni della Confederazione che saprà convincere per la sua coerenza.
Nell’ambito della promozione della creatività e della diversità culturale numerosi cantieri ci hanno occupati per tutto l’anno. Nel presente rapporto troverete tutti i dettagli al riguardo. Come per il cinema svizzero, che nel 2006 ha conosciuto un anno eccezionale, sono convinto che tutti i settori della nostra cultura sapranno ben presto mostrare la ricchezza di cui i promotori culturali di questo Paese sanno dare prova. Il nostro ruolo consiste nel creare le condizioni quadro di cui hanno bisogno per esprimersi. Continueremo a impegnarci con energia nella convinzione che la cultura costituirà un ulteriore atout per l’evoluzione armoniosa del nostro Paese.
Infine voglio porgere i miei ringraziamenti più sentiti a tutto il personale dell’Ufficio. Sono consapevole del fatto che quest’anno è stato difficile sia per i quadri che hanno dovuto prendere decisioni sofferte sia per i collaboratori che hanno dovuto assumere numerosi compiti supplementari e che hanno saputo farlo con impegno. Ringrazio i miei collaboratori più stretti della Direzione e l’équipe della Segreteria generale del DFI che ci ha sostenuti in questi momenti delicati. Ringrazio anche le autorità politiche, in primo luogo il nostro capo del Dipartimento, consigliere federale Pascal Couchepin, e anche gli altri membri del Consiglio federale e numerosi parlamentari per il loro sostegno costante e per la fiducia riposta nei nostri confronti. Sapremo esserne degni.
Jean-Frédéric Jauslin
Direttore