Votazione del 15 maggio 2022: modifica della legge sul cinema

Il 1° ottobre 2021 il Parlamento ha approvato la modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche (legge sul cinema) proposta dal Consiglio federale. La modifica prende tra l’altro in considerazione la trasformazione digitale nella fruizione cinematografica e colma lacune derivanti da questo aspetto: in futuro i servizi di streaming dovrebbero rispettare regole analoghe a quelle in vigore per le emittenti televisive svizzere. Essendo stato depositato un referendum contro questa modifica, è prevista una votazione popolare.

Premessa

Da decenni le emittenti televisive private svizzere sottostanno all’obbligo di investire nella cinematografia svizzera il 4 per cento dei loro introiti lordi, fornendo così un importante contributo alla produzione cinematografica nazionale. Sempre più spesso però i film e le serie sono offerti anche via Internet su richiesta (streaming). Finora la Svizzera non ha imposto alcun obbligo di investire ai servizi di streaming, spesso operanti a livello globale. Obbligo che esiste invece in numerosi Paesi europei, dove è stato dimostrato che incentiva ulteriormente i servizi di streaming a investire nella produzione di nuovi film e serie e a offrirli nei loro cataloghi.

Da molto tempo le emittenti televisive svizzere sono inoltre obbligate a offrire principalmente film e serie prodotti in Europa, al fine di garantire la pluralità dell’offerta. Diversamente dagli altri Paesi dell’Unione europea, la Svizzera non prevede quote minime in tal senso per i servizi di streaming.

Cosa cambierebbe?

In futuro anche i servizi di streaming contribuirebbero alla produzione di film e serie svizzeri destinandovi il 4 per cento dei proventi lordi realizzati in Svizzera. In caso contrario o se investissero in misura minore, sarebbero tenuti a versare la differenza tramite una tassa sostitutiva. Ciò gioverebbe alla promozione cinematografica svizzera. L’obbligo d’investimento varrebbe tra l’altro anche per le emittenti televisive straniere che trasmettono blocchi pubblicitari rivolti al pubblico svizzero (finestre pubblicitarie) e guadagnano quindi sul mercato pubblicitario locale. Secondo le stime l’estensione dell’obbligo d’investimento genererebbe annualmente 18 milioni di franchi in più per la creazione cinematografica svizzera.

Con la modifica alla legge sul cinema i servizi di streaming dovrebbero inoltre proporre almeno il 30 per cento di contenuti prodotti in Europa, mentre non sono previste quote per i film e le serie prodotti in svizzera.

Cosa comporta la modifica della legge?

La modifica della legge sul cinema colma una lacuna derivante dalla trasformazione digitale ed elimina la disparità di trattamento tra le emittenti televisive e i servizi di streaming. Estendendo l’obbligo d’investimento ai servizi di streaming svizzeri e stranieri le rispettive aziende, spesso operanti a livello globale, sarebbero ulteriormente incentivate a produrre film e serie svizzeri. In questo modo si rafforzerebbe anche la competitività della produzione cinematografica svizzera, soprattutto rispetto ai Paesi europei che prevedono un obbligo d’investimento. È improbabile che questo obbligo abbia un impatto sui prezzi dello streaming: nemmeno nei Paesi con aliquote molto alte si riscontra una correlazione tra la regolamentazione e i prezzi. Anche i fornitori di servizi di streaming beneficiano a loro volta degli investimenti ottenendo film e serie interessanti. Lo dimostra anche l’esperienza legata all’obbligo d’investimento per le emittenti televisive svizzere, che preferiscono effettuare gli investimenti e raramente versano quindi una tassa sostitutiva.

La quota minima richiesta del 30 per cento di contenuti europei è sensibilmente inferiore a quella prevista per le emittenti televisive, che è del 50 per cento. Poiché un tale requisito esiste già nell’UE e l’esistenza di un’offerta diversificata è anche nell’interesse dei servizi di streaming, gli operatori lo soddisfano già oggi. Per i consumatori e le consumatrici in Svizzera la modifica non ha alcuna conseguenza. Per la Svizzera come Paese di produzione l’introduzione della quota minima è invece estremamente importante perché in questo modo la legislazione svizzera è in linea con la direttiva UE sui servizi di media audiovisivi, requisito per poter partecipare al programma culturale «Europa creativa».

La modifica della legge sul cinema prevede ulteriori adeguamenti non oggetto di controversie ma che non avrebbero seguito se venisse respinta. In particolare, è prevista la promozione della pluralità per il cinema e la distribuzione, e si assicura inoltre che i film sostenuti dalla Confederazione siano resi accessibili al pubblico a lungo termine.

Ultima modifica 26.04.2022

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